I l retinoblastoma
è il tumore dell'occhio più frequente nei bambini. E un tumore che colpisce la
retina, e si riscontra nei bambini in età compresa tra 0 e 36 mesi.
In genere lincidenza della malattia è di un caso
ogni 15.000 bambini nati vivi; colpisce indifferentemente entrambi i sessi e tutte le
razze. In molti casi (60-70%) viene colpito un solo occhio (retinoblastoma
unilaterale) ma in altri (30-40%) il tumore si sviluppa in entrambi gli occhi
(retinoblastoma bilaterale).
Il retinoblastoma può essere ereditario o non ereditario. La forma ereditaria può
presentarsi in uno o in entrambi gli occhi. La maggior parti dei casi in cui il
retinoblastoma si manifesta in un solo occhio non ha carattere ereditario, quando la
malattia si presenta in entrambi gli occhi è sempre ereditaria. La malattia può essere
trasmessa dai genitori ai figli con una probabilità del 50%.
In alcuni casi di retinoblastoma ereditario è possibile ritrovare nella
famiglia del bambino colpito, un altro membro (zii, nonni, cugini) affetto
dalla stessa malattia.
Questi casi ereditari vengono detti familiari.
Le cause del retinoblastoma non sono ancora conosciute, ma gli studi di genetica e di
biologia molecolare stanno chiarendo i meccanismi attraverso i quali la malattia si
sviluppa e progredisce.
COME SI MANIFESTA
E importante sottolineare che il retinoblastoma si manifesta molto spesso come un
(riflesso biancastro) o (riflesso occhio) tipico riflesso (occhio di gatto) della pupilla o, meno frequentemente come uno strabismo (occhio
storto) o come occhi rosso, che indirizzano il genitore o il pediatra ad
inviare il bambino alloculista.
VALUTAZIONE CLINICA
Un primo passo, nella valutazione clinica di ciascun caso sospetto di retinoblastoma, è
rappresentato da una attenta indagine familiare, per stabilire se il tumore possa essersi
presentato in altri membri della famiglia, al fine di determinare il carattere ereditario
o meno del retinobalstoma.
Successivamente viene esaminato il bambino, dopo istillazione di gocce che permettono la
dilatazione della pupilla; già ad un primo esame, loculista può avanzare il
ragionevole sospetto che la lesione in esame possa trattarsi di un retinoblastoma,
tuttavia, per essere sicuri di tale diagnosi, è necessario effettuare un attento esame
della parte interna dellocchio (fondo oculare); questultima manovra per la
ovvia incapacità di collaborazione del piccolo paziente, viene effettuata in sala
operatoria sotto anestesia. Ovviamente, entrambi gli occhi vengono attentamente esaminati
data la probabile bilateralità della malattia.
Durante questo primo esame il tumore viene fotografato e misurato, e le sue dimensioni
vengono riportate graficamente su di una mappa; inoltre viene effettuato un esame
ecografico dellocchio. E importante ricordare che uno o più focolai tumorali
possono essere presenti in ciascun occhio.
In casi avanzati, più focolai tumorali confluiscono in un'unica massa tumorale.
Queste indagini, spesso accompagante da un esame TAC (Tomografia Assiale Computerizzata)
e/o da un RMN (Risonanza Magnetica Nucleare), sono necessarie per poter meglio pianificare
una adeguata ed efficace terapia.
Terminata questa serie di indagini, loculista informa i genitori sullo stato del
tumore e sulle scelte terapeutiche da adottare.
Ulteriori indagini cliniche (puntura lombare, biopsia midollare) vengono effettuate dal
pediatra o dalloncologo pediatra (pediatra specializzato in malattie tumorali) al
fine di stabilire se il tumore è localizzato solo nellocchio oppure se ha invaso
altri organi o tessuti.
COME SI CURA IL RETINOBLASTOMA
Ci sono essenzialmente 6 differenti modi di trattare il retinoblastoma, i quali possono
essere adottati singolarmente oppure associati tra di loro; dipende principalmente dalle
dimensioni del tumore e secondariamente dalla valutazione clinica generale del
bambino.
- IRRADIAZIONE ESTERNA
Consiste nel sottoporre locchio colpito dal tumore a dosi frazionate di raggi X. Il
trattamento dura 4-6 settimane per cinque giorni a settimana.
- RADIO TERAPIA CON PLACCHE
Si tratta ugualmente di sottoporre locchio interessato ai raggi X, ma in questo caso
la fonte delle radiazioni è data da una piccola placca metallica particolare, che viene
posta sullocchio colpito in corrispondenza del tumore. Lapplicazione di questa
placca si effettua per mezzo di un piccolo intervento in sala operatoria.
E un trattamento usato solo per tumori singoli e di media grandezza; necessita
di un periodo di ricovero di circa 3-7 giorni.
Al termine del trattamento la placca viene rimossa, sempre con un piccolo
intervento.
- TRATTAMENTO LASER
Il laser rappresenta un particolare tipo di luce ad elevata energia tale da poter
provocare un intenso calore nella zona dove il fascio luminoso e indirizzato. In
questo modo, in pratica, si effettua una bruciatura del tessuto tumorale. I diversi tipi
di laser (Xenon e Argon) si possono applicare a tumori di piccole o medie dimensioni con
risultati eccellenti. Il trattamento può essere ripetuto più volte (di solito a distanza
di 15 giorni) e può essere, in casi selezionati, associato alla chemioterapia; la
chemioterapia è utile perché determina una riduzione delle dimensioni dei focolai
tumorali, rendendoli facilmente aggredibili con la terapia laser. Il trattamento viene
effettuato in anestesia generale.
- CRIOTERAPIA
Il principio di questo trattamento si basa su una distruzione del tessuto tumorale per
mezzo del congelamento che viene effettuato con un particolare strumento in grado di poter
creare, alla sommità di una sonda, temperature fino a 80° circa. Il trattamento
viene praticato in anestesia generale.
- CHEMIOTERAPIA
Si basa sulla somministrazione di particolari farmaci che inibiscono la crescita delle
cellule tumorali.
E dobbligo nei casi con tumore esteso al di fuori dellocchio o propagato
in altre parti del corpo; in casi particolari, viene utilizzata anche per ridurre la massa
del tumore allinterno dellocchio in modo tale da poter ottenere maggiori
risultati con la terapia laser.
La chemioterapia viene praticata dal pediatra oncologo. La durata varia a seconda della
gravità del caso.
- ENUCLEAZIONE
Consiste nel rimuovere locchio colpito dal tumore, risparmiando le palpebre, i
muscoli ed i tessuti che lo circondano. Questa metodica viene usata per i tumori molto
grandi o in occhi con tumori associati a complicazioni (glaucoma).
Il medico cerca di usare questa tecnica solo quando, per la valutazione clinica del
tumore, ladozione delle tecniche terapeutiche alternative avrebbero scarso successo,
mettendo a rischio la vita del piccolo paziente. Il bambino in genere conserva un buon
aspetto estetico con lapplicazione di una protesi.
LA PROGNOSI
La prognosi di un bambino affetto da retinoblastoma dipende da molti fattori.
Con i trattamenti conservativi oggi a nostra disposizione, circa il 90% dei casi conducono
una vita normale ed una buona sopravvivenza. Comunque nel 5-10% dei casi, il
paziente può sviluppare un nuovo tumore, anche a distanza di anni dal primo trattamento.
In casi molto rari possono insorgere tumori di origine diversa.
LA PROTESI
Dopo lenucleazione viene inserita nella cavità orbitarla una protesi provvisoria
che verrà sostituita con quella definitiva, disegnata e preparata presso centri
specializzati. Successivamente la protesi viene cambiata compatibilmente con la crescita
del bambino (circa ogni 4-6 mesi), ed ogni nuova protesi viene perfettamente adattata alle
nuove dimensioni dellorbita.
I genitori devono imparare ad inserire e togliere la protesi con estrema facilità, al
fine di poter meglio e frequentemente effettuare la pulizia sia della protesi che della
cavità orbitarla.
CONTROLLI PERIODICI
Sia dopo lenucleazione che dopo qualsiasi altro tipo di trattamento, sono previsti
dei controlli periodici che verranno stabiliti caso per caso. I controlli sono effettuati
in narcosi per la comprensibile incapacità a collaborare del piccolo paziente.
Dalletà di 5 anni in poi, i controlli potranno essere eseguiti senza anestesia con
la frequenza di una volta allanno. Oltre a controlli oculistici il bambino verrà
sottoposto a visite pediatriche per verificare lo stato di salute generale, specie se è
stato sottoposto a terapie chemioterapiche o radioterapiche.
CONSIGLIO GENETICO
Molto spesso i genitori di bambini affetti da retinoblastoma, si trovano di fronte ad un
grande dubbio: se decidessero di voler concepire un altro figlio, quante sono le
probabilità che tale bambino possa nascere anchegli con la malattia del figlio
precedente?
Il consiglio genetico è proprio indirizzato a questo scopo e cioè ad un colloquio tra
genitori e medico oculista insieme al medico genetista, per discutere insieme, caso per
caso, sulle varie probabilità che ha una coppia di genitori, nel poter concepire un
figlio affetto o meno dalla malattia.
Ci sono molti aspetti importanti nella genetica del retinobastoma. Come già indicato
precedentemente, i bambini con retinoblastoma possono essere divisi in due grandi
categorie: quelli che presentano la forma ereditaria e quelli che presentano la
forma sporadica (non ereditaria) della malattia.
La possibilità di avere un altro figlio affetto dal tumore, dipende da due fattori:
1) se il primo figlio ha un tumore in uno o in entrambi gli occhi.
2) se altri membri della famiglia sono affetti da retinoblastoma.
La valutazione statistica e le varie combinazioni di questi due fattori portano al
compimento di uno schema sulle varie probabilità, espresse in percentuale, che ogni
diversa coppia di genitori può avere nel concepire un figlio affetto dalla
malattia.
In genere se un altro membro della famiglia è affetto da retinoblastoma, i genitori hanno
maggiori probabilità di trasmettere il gene malato ai figli. Se non ci sono altri membri
affetti e il primo figlio ha un tumore in un solo occhio, la probabilità che i genitori
possano trasmettere il gene malato sono molti inferiori.
Bambini con retinoblastoma in entrambi gli occhi o con componenti della famiglia affetti
dallo stesso tumore, presentano una maggiore suscettibilità ad altri tumori maligni
tra i quali i più frequenti sono i tumori ossei e certi tumori cerebrali.
Per tale motivo sono molto importanti i controlli periodici, che il bambino affetto dal
retinoblastoma deve fare presso pediatri ed oncologi esperti.
DIAGNOSI PRENATALE
La semplice conoscenza delle probabilità di avere un secondo figlio affetto da
retinoblastoma, sebbene sia di grande aiuto nel campo della medicina preventiva, non
consente ai genitori, che ne sentissero il bisogno, di prendere una decisione definitiva e
consapevole sulla opportunità o meno do avere un altro figlio.
Con le recenti tecniche di studio del DNA applicate allanalisi di tutti i componenti
della famiglia del bambino affetto dal tumore, è oggi possibile, nei casi ereditari e
quando la valutazione può essere sufficientemente completa, predire la comparsa del
tumore già al 3° mese di gravidanza con un accuratezza del 99%.
Questo tipo di indagine viene eseguita sulle cellule fetali prelevate dal liquidi
amniotico del feto o dai villi coriali della placenta. |